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OUTRAGEOUS WAYS OF SEEING, BEING, THINKING
A tribute to John Berger’s work
Atto Secondo: Moritz Kraus.
The Case

OUTRAGEOUS WAYS OF SEEING, BEING, THINKING
A tribute to John Berger’s work

Atto Secondo: Moritz Kraus.
The Case

27.07.22 – 27.10.22

 
 

 
 
THE CASE

On 9 January 2022 an article by Nicola Zanella for Art economy24 of the Sole 24 Ore web brings to light a case of fraud and vulnerability of the Italian art system, unmasking the social profiles of four false collectors, creating many questions about reliability of the same platforms as a market place reference.
The scandal immediately went around the world, reaching sector magazines and online magazines, the latter in the eye of the storm for having summarily promoted the collections of the four, without any verification of their reliability.

Concurrently with the bouncing of news and insights, mixed with an intense traffic of messages of dismay and anger, some memes begin to spread ridiculing and partly anesthetizing a critical situation, which certainly undermined a mechanism of promotion and trust based exclusively on visibility and sharing powers.

Just two days after the publication of the article, a new in-depth study, again by Zanella for Arteconomy24, makes public the figure of Moritz Kraus “self-styled young German artist”, with an almost non-existent curriculum and identity but who boasts studies in Frankfurt and presences in prestigious private collections.
From that January 9th there will be several institutions that will be found to be artificial or ambiguous, planned online to support the artist Kraus and a few other Italians.

The speculative bubble had by now irreversibly burst.

MULTIMEDIA ARCHEOLOGY AND RESTORATION

The news could not but worry and at the same time stimulate some reflections. It was above all the figure of the artist Kraus who was emblematic as if he had become the scapegoat of a slumbering system that was beginning to show structural cracks in its foundations.

The idea of creating a solo show of the artist, which went beyond the speculative question, interested us right from the beginning. However, it was clear that direct involvement of the interested parties or the victims of fraud was impossible. Retrieving the “original” works was complex, it was necessary to look elsewhere and above all to understand how an exhibition by Moritz Kraus could be part of EMERGE’s research program.

Given the difficulty in making contacts and a certain sense of widespread silence, we found ourselves forced to rely on what was available online, in a race against time to retrieve informations and meta-data that were removed day by day: what we finally managed to save are what can be considered the last nine works of the artist.
Nine works of which seven blue and two black is what remains by Moritz Kraus on the web, of course with a good graphic resolution, an unequivocal sign of a general cleanliness of the available material.
The works you will see on display today are the result of a recovery and subsequent restorations of nine images on the Instagram platform.
In other words, a project of pure multimedia archaeology since it cannot be ruled out that this will be the last chance to see the artist’s work.

THE EXHIBITION

We will probably never know the scandalous works but we want to believe that these exhibits are as close to the originals as possible. We have tried to obtain the best technical result so as to return a realistic and as little altered visual experience as possible.

In recent weeks, the few involved, aware of the project, have often asked us why the operation was carried out. We honestly don’t have an exhaustive answer and in a sense we’re not even interested in giving one. We show-up to show, convinced that the answers will be able to spring through the sensitivity of each one, since a work exists only in the exchange with the observer, without the need for intermediaries or explanations. Paraphrasing John Berger, the epicentre of the current programming, it is necessary to look and ensure that it is the perspective that makes the eye the centre of the visible world.

However, we need a consideration at the conclusion of the text. The artist Moritz Kraus came out of the web, that is, from a universe beyond the real to enter in our real. Kraus from the image will return to the image going in fact to close a circle with his extraordinary how short rise and fall. He is, or has been, in the private collections of those who have suffered fraud, in non-existent exhibitions, in computer-rendered spaces but also and above all in his last and only retrospective, since after this we can consider him definitively canceled or, if you prefer, never existed.
 
 


 
 
IL CASO

Il 9 Gennaio 2022 un articolo a cura di Nicola Zanella per Art economy24 del Sole 24 Ore porta alla luce un caso di frode e vulnerabilità del sistema dell’arte italiano, andando a smascherare i profili social di quattro falsi collezionisti, creando non pochi interrogativi sull’affidabilità delle stesse piattaforme come riferimento di market place.
Lo scandalo immediatamente fa il giro del mondo, arrivando a interessare riviste di settore e magazine on-line, questi ultimi nell’occhio del ciclone per aver sommariamente promosso le collezioni dei quattro, senza alcuna verifica sulla loro affidabilità.

Contemporaneamente al rimbalzare di notizie e approfondimenti, misti a un traffico intenso di messaggi di sgomento e rabbia, alcuni meme iniziano a diffondersi ridicolizzando e in parte “anestetizzando” una situazione già critica, che di certo andava a minare un meccanismo di promozione e fiducia basati esclusivamente sui poteri di visibilità e condivisione. 

A soli due giorni dalla pubblicazione dell’articolo un nuovo approfondimento, sempre a cura di Zanella per Arteconomy24, rende pubblica la figura Moritz Kraus “sedicente giovane artista tedesco”, dal curriculum e l’identità pressoché inesistenti ma che vanta studi a Francoforte e presenze in prestigiose collezioni private.
Da quel 9 Gennaio diverse saranno le istituzioni che si scopriranno artificiose o equivoche, progettate on-line per supportare l’artista Kraus e pochi altri italiani.

La bolla speculativa era oramai esplosa in modo irreversibile.

ARCHEOLOGIA MULTIMEDIALE E RESTAURO

Le notizie non potevano che preoccupare e al tempo stesso stimolare alcune riflessioni.
Era soprattutto la figura dell’artista Kraus a risultare emblematica quasi fosse divenuto il capro espiatorio di un sistema assopito che iniziava a presentare crepe strutturali nelle sue fondamenta.

L’idea di realizzare una mostra personale dell’artista, che andasse oltre la questione speculativa, ci interessava fin dalle prime battute. Era però chiaro quanto un coinvolgimento diretto degli interessati o delle vittime di truffa fosse impossibile. Recuperare le opere “originali” risultava complesso, occorreva cercare altrove e soprattutto comprendere come una mostra personale di Moritz Kraus potesse rientrare nel lavoro di ricerca di EMERGE.

Data la difficoltà a prendere contatti e un certo senso di omertà diffusa, ci siamo trovati costretti a contare su quanto disponibile on-line, in una corsa contro il tempo per recuperare informazioni e meta dati che quotidianamente venivano rimossi: ciò che alla fine riuscimmo a “salvare” sono quelle che possono essere considerate le ultime nove opere dell’artista.

Nove opere di cui sette blu e due nere è quanto rimane in rete di Moritz Kraus, beninteso con una buona risoluzione grafica, segno inequivocabile di una pulizia generale del materiale disponibile.
I lavori che vedrete oggi esposti sono il frutto di un recupero e successivi restauri di nove immagini presenti sulla piattaforma Instagram.
In altre parole un progetto di pura archeologia multimediale poiché non è da escludere che questa sarà l’ultima occasione di vedere il lavoro dell’artista.

L’ESPOSIZIONE

Non sappiamo e non avremo probabilmente mai modo di conoscere le opere oggetto di scandalo ma vogliamo credere che queste esposte siano quanto più prossime alle originali. Abbiamo cercato di ottenere il miglior risultato tecnico possibile così da restituirne un’esperienza visiva verosimile ed il meno possibile alterata.

In queste ultime settimane i pochi coinvolti, a conoscenza del progetto, ci hanno spesso chiesto il perché dell’operazione. Sinceramente non abbiamo una risposta esaustiva e in un certo senso non siamo neanche interessati a darne una.
Mostriamo per mostrare, certi che le risposte potranno scaturire attraverso la sensibilità di ognuno, poiché un’opera esiste solo nello scambio con chi la osserva senza bisogno di intermediari o spiegazioni. Parafrasando John Berger, epicentro dell’attuale programmazione in corso, occorre guardare e far sì che sia la prospettiva a rendere l’occhio il centro del mondo visibile.

Ci preme però un’ultima riflessione a conclusione del testo. L’artista Moritz Kraus è venuto fuori dalla rete, ovvero da un universo al di là del reale per entrare nel nostro di reale. Kraus da immagine tornerà all’immagine andando di fatto a chiudere un cerchio con la sua straordinaria quanto breve ascesa e caduta, quella che gli americani amerebbero definire rise an fall. Egli è, o è stato, nelle collezioni private di chi ha subito la frode, in mostre inesistenti, in spazi renderizzati al computer ma anche e soprattutto in questa sua ultima ed unica retrospettiva, poiché dopo questa possiamo considerarlo definitivamente cancellato o, se preferite, mai esistito.

  • Type: Exhibitions
  • Time:

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